Il calabrone
Saverio Chiti
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Svolazzo intorno a te
ma di posarmi non riesco, proprio no.
Mi sento goffo e della mia mole mi vergogno,
non sono un ape lo so, e la sua grazia non ho...
Eppure sono attratto da te
che sei il più bel fiore del regno,
i tuoi colori sono così vivi che tutto di te
è luce nel mio buio, ché pegno di una vita nell’ombra...
Svolazzo e sogno per me il nettare tuo
che dolce, potrebbe essere cibo e nutrimento
di questo assurdo amore per te.
Dolcissima Primula tu sei, infatuato son di te
che mi hai rubato il cuore, senza un’apparente perché.
Resto qui, ferma su questo terreno
ché vita e prigione per me,
solo la corolla muovo al vento, cercando proprio te
che sopra di me, svolazzi contento...
Lo so, anche le api si avvicinano
ma senza amore, solo per prendere qua e là
attimi di gioia e felicità, io le avevo nascoste per te
che d’amore vivi ogni istante per me.
Non ti devi penare, né mortificare per ciò che sei,
un calabrone tu sei, il mio amore sei tu.
Posati su di me con tutta la delicatezza che hai,
io che ho ninfa da donarti col cuore,
tu che mio amato sei, adesso e finché
vita avrò, in questo prato ché amore di noi.
©
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L'autore
Saverio Chiti
“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
complimenti di cuore! e ! (Stefana Pieretti)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti1 gennaio 2019
che meraviglia questo dialogo d’amore una poesia insolita e per questo molto piaciuta e apprezzata!

