Materia oscura
La porta che lasci socchiusa,
la striscia di luce sul pavimento,
la macchia di polvere che pulirai
domani.
Il tempo che manca - materia oscura;
l’ombra, a luglio, dello storace in fiore;
l’umida sabbia di scirocco
a getto rancoroso, sull’ali della merla.
La seconda possibilità,
il già tardi e il troppo presto.
Foggiati, o dimenticati.
Assopiti, ma in movimento.
Il già tardi e il troppo presto.
Come corpo per la scienza e
scienza per l’ignoto. Come battono
le palpebre di curiosità sanguigna;
o come palpita il cuore
nell’apertura del pensiero.
La porta, guai a te se le chiudi!
La striscia di luce che cresce sul mento.
Silenzio! L’incantesimo appena parli.
A dicembre si compie il cerchio,
a gennaio già metti un coperchio
di nebbia, su vasi di vita poco ferrosa,
o, peggio, di plastica colorata.
©
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