Malinconia
Carmine Branco
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Malinconia,
vecchia compagna
degl’anni miei;
dolce veleno
delle mie giornate;
consigliera fedele
delle mie parole
nelle tristi notti
insonne.
Tu carezzi le mie goti
con limpide lacrime,
culli i miei pensieri
in ogni momento,
possedendo la mia anima
come lo sposo la sposa,
in una eterna prima volta.
Visioni improvise Tu,
ami imprimere
nella mia mente;
dolci note del passato;
infante eterno;
orride passione
d’amor perduto;
infingardo degli eventi
e dei peccati occulti
e non, del perduto tempo.
Animosita’ e follia
distrussero le mura,
gli abitanti e la speranza
del dolce retaggio
nella visione di goti rosee,
del seme perpetuante un nome.
Tu uccidi, dolce veleno,
i sogni e le speranze del vecchio;
illudi, di eternità, il fanciullo
ed infrangi, come lo specchio,
le gioie, sin dal seno materno.
Ahimè, che nulla v’è di più tremendo
del contare i giorni, l’ore e i minuti,
dal primo all’ultimo, in attesa
d’eternita‘, ultima speme,
liberati da questa polve.
Ed io, di conforto negato,
chino il capo in attesa
del momento in cui tu sentenzierai
l’ultimo sospiro e, annegare
per sempre, nel tuo oblio amaro.
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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