Serate randagie
Sfasi di serate passate così
luci a intermittenza
troppi vizi oscuri ed insanabili
teste pesanti in corpi leggeri
fughe veloci a buon prezzo.
Musiche live da colonna sonora
per destini diversi che si incrociano
corsie diverse ma stessa destinazione
in un andare dove la meta è ignota
e le strade sono insidiose.
Visioni future di spazi aperti e incontaminati
luoghi sereni dove trovare riposo e conforto
per una stanchezza esistenziale
segnata dallo scorrere inesorabile del tempo.
Vivremo come le stelle,
imprigionati nell’ universo infinito della vita,
l’ orizzonte indecifrabile del
mio tacito silenzio assenzio.
©
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia17 dicembre 2007
Poesia emozionale, a pennellate lente, precise; un mondo quasi onirico, quello di certe notti...
