Dimmi o notte
Dimmi o notte,
mia vecchia amica,
stai li nel tuo irreale buio,
mentre supino nel mio letto
cerco e non vedo il soffitto.
Tu sai dei miei sonni agitati.
cammino da solo!
Nei vicoli stretti, pietrosi,
la luce fioca dei lampioni.
il freddo lo sento pungente.
M’abbaglia una luce,
spacca il buio dormiente.
In quella io vedo,
cento e forse più gente,
discutevano, senza dir niente.
Senza ascoltarsi.
Qualcuno in mano mostrava,
incisi su marmo leggi dettate.
Nessuno l’altro turbava.
Pesante era la quiete.
Gigante, era il buio.
Un silenzio che protegge,
Rende estranei.
non sanno, non hanno visto,
Un corpo esanime, sul selciato.
Striscia di sangue nel tombino.
Era un ragazzo, pareva dormisse.
Urlo sovrumano! Voce di mamma!
Echeggiò, sulle secolari pareti,
sui tetti, sui ciottoli dei vicoli!
Gente! Uscite dalle case!
Mostrate i vostri occhi!
Voi siete voi!
Combattete per la vita!
Lasciate che la luna, v’illumini!
Lo sapete! Quando il buio scompare,
nasce il sole, aprite le braccia!
Esso è calore è vita!
Aprite le mani callose!
Toccate il vostro viso!
Su di voi le carezze!
Parole, che caddero come pioggia,
sui tetti, sulle strade.
e sussurrarono,
nel suono del silenzio.
Cosa vuoi!
Dimmi o notte.
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