Scacchi
Ho ripetuto a me stessa mille
e mille volte ancora quel gioco
alla scacchiera, fissavo le pupille,
illusione essere erudita per poco,
impegnata a indovinare le mosse
e non restare inchiodata nel procedere
di quell’amore provato da scosse,
crisi incomprensibili e bufere
tanto da annullare ogni sentimento
essenziale ed esistente nella coppia,
non più alleggeriva il patimento
anzi ogni angoscia diveniva doppia.
In aiuto e grande fu il sollievo
del gioco che l’amore fa longevo.
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Commenti (1)
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Antonio Terracciano16 gennaio 2019
E’ originale il contenuto di questa poesia che, se ho compreso bene, considera il gioco degli scacchi un ottimo rimedio per alleviare le pene dell’amore. Indubbiamente giocare a scacchi (sia che si vinca sia che si perda) arreca una tranquillità ed un sollievo all’anima come poche altre cose. Ma forse la poetessa vuole dire di più: giocare a scacchi (cercando di fare le mosse giuste) o scrivere una poesia (magari contando le sillabe e trovando le rime) sono attività affini a quelle dell’amore (non è forse anch’esso costituito da mosse adeguate e da intese simili ad assonanze e a consonanze?)