La frastagliata pausa della guerra
Stefania Siani
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Non sento più il silenzio e il freddo,
mentre mi incammino
nella luce perlacea dell’alba.
Il rumore della guerra è fermo.
Bambini dal pianto silenzioso
mi guardano passare
con muta rassegnazione,
tra le macerie e il fango.
Un sole acerbo,
dona tiepidi schizzi di arancio,
ai vetri frantumati,
alla sparpagliata distruzione.
Quel che resta di una porta
mal cela corpi straziati
e rovine di una casa.
Immortalo vita senza vita,
in scatti colorati
di disastro e di polvere grigia.
Immortalo occhi vitrei,
rivolti ad un cielo
senza stelle e senza sole.
L’ultima ombra sbiadita,
osserva impotente,
dietro un velo,
dietro un vetro,
la frastagliata pausa della guerra.
©
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Commenti (2)
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Stefana Pieretti19 gennaio 2019
brividi, emozioni nella bravura di versi che l’autrice ha saputo donarci grazie, molto apprezzata!
Danilo Tropeano19 gennaio 2019
Struggenti immagini e sentimenti di dolore in questa bellissima poesia per uno dei più terribili crimini all’umanità.


