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Introspezione 31 gennaio 2019 · lettura 3 min · 633 letture

Oh!

Massimiliano Zaino 1199 poesie pubblicate
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Oh fango... oh terra... oh pozze di ombre... oh neve!... Oh maledetto inverno! Oh inquieto e debile sospir di raffreddate nare! Oh labbra di rami che si risvestono! Oh sonno profondo dell’Esistente che tace!... Oh cenere leggero dei campi arsi reduci dall’Autunno, ultimi e prodi testimoni del mio mosto trascorso!... Oh orme di piedi pesanti sui vermi che annegano nella piova che ghiaccia, e per le ripe! Oh danza di bellette prese per mano dai pallidi Spiriti dell’aëre serotino e buio e lugubre!... Oh quercia che sotto la tua fresca ombra copri il mio passo! Oh ghirlande di vischio sacrificate alla fregola insana della mia Èrato! Oh torsoli di mele scialbe gettati sui seni di donne nascoste tra le frasche più selvagge della Natura che dorme il suo sonno stagionale!... Oh silenzi pastorali di greggi- fiocchi- di- neve belanti verso il mio sguardo allucinato! Oh zolle timide, tombe degli Iris d’Estate che l’inchiostro spremettero sui chiassi delle falene!... Oh amara, putrida acqua dei paludi ghiacciati, con le tife un poco emerse, secche da Settembre, e dalle coppe di Ebe flebilmente confuse, come fui io per la vendemmia mendicante menzogne! Oh moribondo Tramonto, pianto del verno che sdegna la medesima sua Furia che nevica blasfemie di cristalli, i quai si sciolgono immantinente sulle erbe dei primi boccioli delle viore pudicissime e caste! Oh duri vaticini: "Oh fiori! Serbate ancora il sacro e quieto Imene della terra!"... Oh piccine rane, strette in viventi sepolcri sotto i solchi delle risaïe! Oh nidi dimèntichi sotto le travi dei vecchi cascini dove le rondini hanno tessuto i cari miei ricoveri adorati di paglia!... Oh Inquieto, che ovunque celi il tuo impinguato corpo, maschio braccio distillatore di ansie e d’ogni cura... che rodi... che consumi... che deprechi... in corone di gelide bestemme di chiassoso silenzio, sui Rosari in vêr l’ora dell’Ave! Oh Inquieto, Mostro che la forzuta clava a me minacci nel meriggio che muore, come un prode svergognato bramoso di virile Vendetta!... Oh tu! Tempesta crudele e sonnolenta di morbi di un’Anima che impazzisce nel vacuo delle nubi che nèvicano, la Luna spezzando in tanti spegli di un Sole ora assente... ora timido!... Oh Inquieto! Oh inverno! Oh fanghi!... Lascia che qui ripeta... oh voi, lasciatemi che vi ridica: oh Inquieto! Oh inverno! Oh fanghi!... Lasciate che la mia Anima qui vaghi, libera... bella... stordita e forse calma in un anelito estremo di Vita... che io solletichi lieto queste calde dita... alle mie congiungendole in labbra di baci... queste dita della mia Èrato... queste spogliate mani del mio Sogno!
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L'autore
Massimiliano Zaino

Saluti a tutti i lettori e a tutte le lettrici. Sono nato nell'agosto del 1988. Già dai primi anni di scuola ho sviluppato una vocazione per le materie umanistiche... vocazione questa che è impetuosamente esplosa nell'ultimo anno della Terza Media e nel primo anno di Ginnasio del Liceo Classico. Appassionato di Stori

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