Lettera ad una madre
Giovanni Perri
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E’ tempo di comprendere
che siamo qui a dividerci il pane:
scendo per dirti
che sono capitato per caso
e non ho ancora un nome:
qui si parla di niente
e la sera si contano i topi
ma in compenso non si vive male,
la gente passeggia e
sorride, una ragazza si sente chiamare.
Saluto te, madre
che mi hai girato le spalle
dicendomi di andare
in ogni porto
pregando
ed io per ogni porto
prego
l’insurrezione e l’amore,
ma sotto ho questo muro
impregnato di urina
e mi gira la testa:
sto con questo animale
e non parlo da giorni,
sento pian piano morire
anche il lamento del mare.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
molto bella, complimenti! (Felice Serino)
complimenti di cuore! ! (Stefana Pieretti)
...aggiungo i miei... (Lia)
Commenti (1)
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Stefana Pieretti31 gennaio 2019
una tristezza infinita versi che sanno di pianto, di sofferenza scritta mirabilmente e che ammiro con elogi!

