L’eredità è per pochi ma la responsabilità è di tutti
Non sei né aedo né vate
a te si addice versificatore
anche qui né casto né serio
solo un temibile sostenitore (di te stesso)
proferisci parola con il tuo
timido fare e poi ti apri alla folla
con la bava alla bocca per cogliere
lusinghe ammaestrate
eppure leggendo bene tra le righe
non biascichi parole a caso ma
tra blues e jazz un canto di libertà
con dodici note che si rincorrono
un poeta senza emisfero
un poeta senza palle
ma arguto tanto da lasciare
una inscindibile traccia di sé
la tua storia attraversa i confini
alla ricerca di nuovi pensieri
che simili incoraggiano l’anima
a sostenere ogni tuo credere
poi, voltare le spalle per lasciare
andare controvento l’inutilità
delle frasi scritte come se tutto
dipendesse da un ritmo lento
adesso, dentro ogni parola che ivi leggi
-guardati ora allo specchio e godi del tuo
successo nell’intento di frustare ogni
mente fragile capace di riflettere.
©
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