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Comicita' 18 dicembre 2005 · lettura 7 min · 1412 letture

Grazie porco!

Maurizio Spaccasassi 596 poesie pubblicate
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Erano gli anni 80' un lungo periodo di sfiga fu da qui che iniziò la mia sfida un posto di lavoro sempre in crisi ed io a cercarlo pedalando con la bici spesso mi offrivo per lavorare gratis perché ero sicuro che dopo la prova avrei sicuramente lavorato. I primi stipendi sono un'emozione bellissima potevamo comprare qualche piccola cosa che fino a ieri non potevamo permetterci, la si guardava furtivamente da una vetrina quasi come fosse una cosa di un altro mondo, ma rimaneva sempre l'amaro desiderio inappagato, anche le cose più semplici acquistano un valore, se hai sudato per guadagnartele. Lavoravo giorno e notte il mio stipendio lo davo totalmente alla famiglia, c'era molta povertà in casa, non c'era tempo per la scuola… "Noi siamo nati per lavorare!"Mi ripetevano… Ed io con il tempo mi convinsi che era vero. Avevo dei sogni, proprio quelli che ogni adolescente sente... pulsazioni che crescevano con gli anni… suonare uno strumento in una banda musicale, comprare una moto, per potermi sentire come gli altri miei amici, ma questi sogni si dispersero nel tempo diluiti dalla poggia di sacrifici caduta in quegli anni, mio padre era malato… e mia madre i continuava a ripetere che noi eravamo diversi dagli altri, amava molto mio padre e pur di farlo curare facevamo le cose di nascosto perché lui aveva una strana forma di schizofrenia e non accettava nessuna cura. Era un giorno di nebbia a Torino, sembrava che tutto il Po fosse straripato nell'aria sottoforma di goccioline, ogni tanto vedevo sventolare qualcosa, dentro di me pensavo che fosse qualche pinguino scappato dal Polo Nord, (visto il freddo cane che entrava negli spiragli dei vestiti) ma erano solo i tergicristalli che si agitavano quasi impazziti sui parabrezza senza peraltro avere nessuna efficacia su quella "cappa" anzi ogni tanto dicevo dentro di me che tutto sommato non mi sarebbe servita una macchina, visto che la maggior parte degli autisti viaggiavano con la testa di fuori e magari sentivano più freddo di me. Ero felice finalmente un colloquio importante, forse avrei cambiato la mia vita e quella della mia famiglia, proprio a me che fino a quel momento avevo lavorato nelle boite. Finalmente mi si presentò davanti il direttore del personale. Pensavo ci fosse stato un black out, visto lo scurirsi della stanza, vidi un'enorme massa umana, era lui omone grande che con a sua stazza ha coperto i fasci di luce dei neon, avevo davanti una sottospecie di agglomerato di lipidi. Mi ricevette guardandomi di traverso, dal primo momento pensai che forse fosse strabico ma andando avanti capi' che non era proprio cosi'. Cominciò da subito con le provocazioni… pronunciava il mio cognome deformandolo in modo volgare mentre io parlavo e rispondevo alle sue domande lui mi ascoltava con i piedi sul tavolo, anzi credo che non mi ascoltava proprio Impegnato com'era a seguire i lavori dati in subappalto alle sue dita; due grosse canne fumarie dovevano essere pulite senza sosta erano le sue narici, ogni tanto nella stanza si sentivano strani boati seguiti da li a poco tempo da aria puzzolente… credo che provenisse a valle dei lavori dati in subappalto forse le vibrazioni avevano creato qualche cricca alla rete fognaria… a poi mi resi conto che la cosa era assai più grave, erano saltati i tombini dei pozzi neri. Poi si alzo in piedi mi fece mille domande, ed io risposi sempre dicendo la verità, d'altronde non avevo nulla da nascondere, avevo sempre fatto il mio dovere onestamente. Cominciò gradualmente a lanciare insulti, voleva farmi reagire… Fui costretto ad indietreggiare perché era talmente grasso il porco che non riuscivo più a metterlo a fuoco (anche se gli avrei volentieri dato fuoco, visto la buona saturazione di butano esistente nella stanza) Avevo capito che essendo passato fra gli ultimi, dovevo essere scartato anche perché non figuravo nell'elenco del registro del raccomandato nello stesso tempo quel animale che avevo classificato "porco" non meritava quel nome anche io avevo dei maialetti color rosa porcello ma il suo colore era tutto un altro paio di maniche… le stesse che ha rotto alzandosi dalla sedia. Inoltre con i maialetti che avevamo in cascina da mia nonna a Natale ci si facevano salami e prosciutti. Con questo porco invece l'unica cosa che si poteva ottenere era qualche concime per gli ortaggi. Anche se in tutta sincerità sconsiglierei vivamente di farne uso in quanto l'essenza potrebbe risultare tossica sugli stessi ortaggi…quasi quanto i nitrati in eccesso, è di gran lunga più conveniente affrontare i costi di smaltimento identificando il rifiuto con una "R" seguita da una "P"la prima significa prodotto pericoloso, la seconda "porco". Finalmente ad un certo punto il porco ha saputo scoprire il mio tallone d'Achille, quello che mi avrebbe fatto andare fuori dalla mia calma apparente, cominciò a dare della puttana a mia madre e a dare nomi a mio padre mi ricordo che andai fuori di me e ne dissi di tutti i colori mi portarono via di forza. Mi disse che non mi avrebbe fatto assumere da nessuna ditta che non sarei diventato mai nessuno, nella vita sarei stato per sempre un fallito. "Preferisco mangiare pane ed acqua piuttosto che lavorare con gente come voi!" Gli risposi. Mi sentivo in collera, da quel momento ho capito che la vita non ha nessuna pena di noi c'è sempre qualcuno pronto a schiacciarci… Quelle parole riecheggiavano dentro di me, sapevo che non erano giuste e sentivo che dovevo reagire, che dovevo fare qualcosa per uscire da quella realtà che tutti mi volevano far indossare a tutti i costi. Cominciai a studiare all'età di 25 anni andavo al serale, non ero mai stato cosi' convinto di fare una cosa giusta per la mia vita. Furono molti i sacrifici, ma arrivare al traguardo ti lascia un sapore di vittoria che ti rimane per sempre. Mio figlio non dovrà mai mettersi le scarpe con le punte tagliate perché il piede cresce e non vi sono soldi per comprare altre scarpe…Se un giorno avessi un dipendente come quel porco, non gli permetterei di rovinare la vita a persone che hanno il potenziale per essere Qualcuno, ma allo stesso tempo lo devo ringraziare, perché se non l'avessi incontrato "il porco"forse oggi non sarei quello che sono. Per questo che ogni tanto ripenso a quella scena e dico dentro di me:"Grazie porco!"
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L'autore
Maurizio Spaccasassi

Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella

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Commenti (3)

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Maurizio Spaccasassi18 dicembre 2005

Chiedo scusa se mi sono cimentato in uno scritto cosi' lungo, di solito non sono il mio genere, forse ci saranno alcuni errori, ma è una storia che ci tenevo a raccontare.Spero che mi perdonerete anche per qualche piccola parola sboccata ma se non ci fosse stata il racconto non sarebbe stato fedele.

Milvia19 dicembre 2005

Lungo, impegnativo, poco poetico ma dal contenuto molto riflessivo. Si devo dire che alla fine mi è piaciuta la morale. Grazie di averla condivisa!

M
Marilena23 giugno 2006

Grazie al porco... hai scritto un bellissimo racconto..ma sei tu? Se sei tu..allora sei un uomo veramente speciale... bravo Mauri...