La gran luce che emana dagli occhi
Rosetta Sacchi
1894 poesie pubblicate
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La gran luce che emana dagli occhi narra
dell’amor nostro meraviglie più del labbro
che voluttuoso sboccia nel sillabar verbi
che non odi. Son faville che salgono
scoppiettano s’incamminano per torri
arcane e oscure come il fuoco che ardendo
nel camino s’allunga in lingue vivide e sinuose
Quel fuoco che talvolta pare spento è carbone
che sotto la cenere s’annida quando paziente
nutrimento attinge dalla fulgida fiaccola della mente
La fonte d’ogni palpito e respiro il caldo e il freddo
d’ogni parola l’errore d’un impulso ed il rimedio
il giusto equilibrio tra il sogno e il vivere
Se la parola amor mio non si trattiene
e talvolta errando t’allontana
del cuore t’affido il flebile lamento
che giunga a te perché lo muti in canto
Le stelle in cielo quando non risplendono
è perché piangono la sorte avversa degli amanti
Hanno versato stille _anche per noi_
che giunte al suolo son divenute perle
©
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L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
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