Self- portrait
carla vercelli
806 poesie pubblicate
+ Segui

Lascio la mia solita irrequietezza
in balia del gorgoglio di parole
o alla mercé di tinte vigorose.
La parola è segno che rimanda,
nome che chiama a sé una mancanza;
il colore accentua presenza- assenza.
Vivo con l’entusiasmo di una ninfa
che confuta ogni rappresentazione.
Eppure nasce il canto, la linea.
Senza giammai raggiungermi m’inseguo
sulle tracce del vano simulacro
che ri- presenta la mia vita, il mondo.
Immagino: rimemoro e progetto.
Dal nulla, ciò che fu e non è ancora,
chiamo a me sempre la più dolce estate.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
carla vercelli
Sono laureata in filosofia con indirizzo psicologico dal 1989. Pittrice, poetessa, scrittrice, ho pubblicato: "Il cielo ha il colore delle rose" (2012), "Coglimi d’ineffabile Poesie d’Eros" (2014/2019), "Cromistorie: vi racconto una fiaba colorata" (2014), "Bello più di prima" (2015), "La volpe e la parola"
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Nel ricordo del tutto e del nulla. Sublime (Antonella Luna)
...un raffinato autoritratto... (Lia)
Sempre all’altezza della situazione. (Umberto De Vita)
...un raffinato autoritratto... (Lia)
Sempre all’altezza della situazione. (Umberto De Vita)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Umberto De Vita19 febbraio 2019
Ciò che fu e non è ancora. Questo verso mi ha colpito particolarmente facendomi anche comprendere tutto il componimento che ritengo una introspezione magnifica. Era da tempo che non ti leggevo, più che altro per colpa del mio trasandato PC. Felice di averti letto e commentato. Ti rimgrazio per il magnifico commento che mi hai fatto trovare. Sei sempre straordinaria in tutto. Ciaooooooooo

