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Sociale 20 febbraio 2019 · lettura 2 min · 934 letture

Non bisogna ricorrere a gesti estremi

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Mi butto giù da questo fabbricato, se non mi date un posto di lavoro! Ho quattro figli, son disoccupato ed ho il diritto a vivere! Vi imploro! ”. I vigili del fuoco, in un istante, han predisposto un rigido telone, qualora il loro saggio comandante non fosse, poi, riuscito nell’azione di farlo ragionare, con pazienza, al fine di desistere dal gesto! Mezz’ora dopo, il clima d’emergenza, aveva un qualche cosa di funesto ... Infatti, l’uomo in preda a nervosismo, in piedi, ritto, sopra al parapetto, gridava con incerto equilibrismo e dava l’impressione d’un verdetto estremo per la sua disperazione! Un uomo, fermo, al centro della via, commosso da sì tanta suggestione, chiamò il capo della polizia gli sussurrò qualcosa nell’orecchio e gli fu dato libero consenso a un piccolo megàfono (assai vecchio) e cominciò a parlare: “Son propenso a farti lavorar nella mia azienda, però rientra, non far più sciocchezze e scendi giù, chiudiamo la faccenda, parliamo di lavoro e di certezze. Io sono il proprietario della Ditta “Acciai e Laminati”, è qui vicino! C’è qui tua moglie, disperata e afflitta, che sta piangendo insieme a un tuo bambino! ”. Commosso l’uomo, scese lentamente, strinse la mano al suo benefattore e al capitano. Salutò la gente ed abbracciò la moglie con amore! Un giornalista ch’era lì, nei pressi, gli disse: “Questa volta è andata bene, ma quanti altri sono ancor depressi ... ... qualcuno s’è venduto pure un rene! In tanti non posseggono un sussidio ..., ...però non son ricorsi ad un suicidio ...!”.
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La disperazione porta a gesti estremi come nel caso della poesia da me postata, ma ci sono sempre dei bambini, dei figli, delle mogli e queste vicende lasciano nei loro occhi una triste verità sulla vita che si preparano a vivere. Agli occhi dei figli siamo dei falliti, il loro rispetto per la società non è più lo stesso, un domani questa scena gli resterà presente ogniqualvolta si presenterà una situazione contraria. Mai fornire brutte scene drammatiche ai figli, bisogna che non sappiano mai nulla e crescano nella serenità famigliare, è nostro dovere non avvelenare il loro futuro.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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