Non serve crearci soverchie illusioni
Questa vita ci logora,
ci permette di ridere
e di amare nell’estasi,
ma c’invecchia nel fisico.
Da bambini nel nascere
non vediamo nell’etere
i perigli che incombono
nel percorso del vivere.
Siamo schiavi d’un sadico
meccanismo di rigide,
fantomatiche regole,
che ci rendono fragili.
Obbediamo impassibili
perché siamo degli esseri
che seppur siamo celebri,
o soltanto dei miseri,
siam legati ad un vincolo
che dispone pel genere
un orribile limite
per un tempo ch’è drastico!
Quindi siam delle vittime
d’un sistema tirannico
che durante il procedere
ci regala il benessere.
Ma poi come una nuvola
che scompare sfuggevole
lungo il cielo incantevole
ci abbandona... da stupidi!
E’ la vita una fisima
che ci uccide nell’intimo,
ci trasmette quei sintomi
che ci rendono impavidi.
Non viviamo per secoli,
il destino ch’è sadico
ci controlla e ci giudica
poi decide d’ucciderci!
Nel frattempo noi umili
coi progetti più splendidi
percorriam l’incantesimo
con la gioia nell’anima.
Ma c’è sempre una tegola
che ci segue invisibile,
finché scatta la trappola
che ci spinge nel baratro.
Quando arriva la sagoma
della morte spregevole,
quale putrido despota
ci consegna ad un angelo.
per portarci dal Giudice
che controlla assai rapido
se siam stati lodevoli
per godere nei pascoli.
E perciò questa lirica
si dimostra autentica!
Ha descritto la favola
della vita ch’è subdola!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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