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Riflessioni 21 febbraio 2019 · lettura 2 min · 1258 letture

Non serve crearci soverchie illusioni

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Questa vita ci logora, ci permette di ridere e di amare nell’estasi, ma c’invecchia nel fisico. Da bambini nel nascere non vediamo nell’etere i perigli che incombono nel percorso del vivere. Siamo schiavi d’un sadico meccanismo di rigide, fantomatiche regole, che ci rendono fragili. Obbediamo impassibili perché siamo degli esseri che seppur siamo celebri, o soltanto dei miseri, siam legati ad un vincolo che dispone pel genere un orribile limite per un tempo ch’è drastico! Quindi siam delle vittime d’un sistema tirannico che durante il procedere ci regala il benessere. Ma poi come una nuvola che scompare sfuggevole lungo il cielo incantevole ci abbandona... da stupidi! E’ la vita una fisima che ci uccide nell’intimo, ci trasmette quei sintomi che ci rendono impavidi. Non viviamo per secoli, il destino ch’è sadico ci controlla e ci giudica poi decide d’ucciderci! Nel frattempo noi umili coi progetti più splendidi percorriam l’incantesimo con la gioia nell’anima. Ma c’è sempre una tegola che ci segue invisibile, finché scatta la trappola che ci spinge nel baratro. Quando arriva la sagoma della morte spregevole, quale putrido despota ci consegna ad un angelo. per portarci dal Giudice che controlla assai rapido se siam stati lodevoli per godere nei pascoli. E perciò questa lirica si dimostra autentica! Ha descritto la favola della vita ch’è subdola!
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Sotto la spada di Dàmocle che ci condiziona la vita dobbiamo muoverci senza avere una nostra precisa connotazione in seno al mondo. Siamo dei robot guidati dall’arcano che interferisce sulle nostre prestazioni terrene per poi trasferirci in un luogo segreto e misterioso di cui non sappiamo nulla. La vita è meravigliosa come l’amore, ma alla fine si dimostra una pellicola che una volta terminata si arrotola e viene conservata nella scatola chiusa, dentro ci sono tutti i nostri ricordi che noi non possiamo più risvegliare. Riflessione che resta come sempre senza alcuna risposta.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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