Vitale dolore
Guardo e infine ravviso,
le pene che non finiscono
e abbruttiscono i pensieri,
i volti oscuri e anonimi,
presi nella tela del ragno,
tessuta nel vitale dolore.
So che ora è troppo tardi,
gli occhi fissano il vuoto,
senza niente percepire.
Sale profonda collera
per la mancata risposta
che intristisce l’umore
e non m’appaga amore.
©
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