A Gesù

Cosa pensavi sopra a quella croce
quando, umiliato,
percosso e deriso,
donavi a tutti il sorriso
del perdono?
Meriterei essere abbandonato,
prepotente e saccente
qual sono:
io,
che di virtù cristiane
non ho proprio niente;
ma tu mi abbracci
come il padre buono
accolse il figlio,
dopo il degrado e l’abbandono.
A Te il mio grazie e la mia riconoscenza
perché mi attendi
nell’infinito della Tua pazienza.
©
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Commenti (1)
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F
Franca Canfora22 dicembre 2007
Un ema particolarmente toccante, trattato con delicatezza e intima partecipazione.