Sirena
Paolo Coscione
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Tu mi porgevi le graziose mani,
e mi fissava il tuo sguardo celeste,
in freddi giorni ormai tanto lontani
che diedero un dolor che ancor m’investe.
Or che l’estate mostra un cielo terso
E il sole dona al mondo i raggi biondi,
con gran dolcezza mi conduci verso
i laghi e i monti, e il ben più non nascondi
per il mio corpo e il cuore mio ribelle.
Allora ci baciamo con la luna,
ed io con grazia sfioro la tua pelle,
mentre sogno di star su una laguna
con te al mio fianco. Come una sirena
col seno tuo scoperto mi seduci.
E così sento un brivido alla schiena,
ed a far l’amor di nuovo tu mi induci.
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