Il mio audace canto
Peppe Cassese
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Non è che la tua forza il turbamento
in questa oscurità dell’apparenza
tu che sei donna posso far mai senza?
Non è per gli attributi da scoprire
il dolce incanto della signoria
ma è quell’istante che vorrà impazzire
sopra il gran trono della ortodossia.
Carne di fuori rosso vino unguento
con braccia aperte al vero e sempre degne
fenomeno che brucia e non si spegne.
Tu non sei mia tu non sei degli altri
sei la presenza vera della storia
la prima essenza dei bisogni scaltri
l’unico stampo ventre di memoria.
Mio audace canto donna e patimento
fiore di vita strabiliante agrore
sei il sogno del destino e il mio stupore!
©
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L'autore
Peppe Cassese
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