Stracciarsi le vesti di dosso
Sta ben oltre l’umano raziocinio:
è vento, vento che incessantemente,
col suo freddo soffiare, ai rami del presente
scuote il loro marciume; è latrocinio
l’afferrare inumano dell’estro artistico;
è barlume che accosta all’ineffabile;
quint’essenza esauriente
è il tocco, il suo tocco illusionistico
profuso all’uomo che, invano, labile
scandaglia. Vaticinio
prodigioso reclama la sua mente:
tra visioni enigmatiche, il perfetto assassinio...
Fa a botte la testa col cuore,
schiuma marina, eterna, pulsante
dimora delle sue contraddizioni.
Acquietato è il furore,
placato è il goliardico infante,
scacciate le tenaci emozioni,
insudiciato è l’abito da macchie luttuose.
Cerca, tra le scabiose,
la luce che vedi e che trovi
nel buio che nasconde i colori;
raccogli i frutti dai rovi;
scegli d’essere un’ape tra i fiori
che vola al di là delle solite azioni;
strattona chi intorno percorre,
trascinando zavorre,
l’unica eterna strada a carponi.
©
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