Come il cielo in movimento
Giorgia Spurio
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Come il cielo che si muove,
una Notte Stellata
dalle finestre bianche del pensiero
da dove i giochi e i bimbi
ridono, suoni gialli
esplodono nell’udito
dei partigiani muri mentali,
suoni blu che seguono il vento
delle mani ferme sul tavolo,
come una ragazza con i capelli tagliati
in mano stretti, mossi –castani- dal soffio
che ha la strada al passo delle auto.
È lei, la primavera, recisa,
i suoi giunchi si flettono esili
e irti affrontano la grandine
e le ruote e i calpestii.
Eppure in fondo alla strada
quando il buio incontra la luce
sussurra profumi, lentamente
ai passanti che lenti
per un attimo la vedono
-diversa- con i capelli lunghi tra le dita
e sulle spalle tagliati,
un cenno di testa,
un sorriso appena accennato,
eppure lì, all’angolo
prima della successiva via,
lì abbraccia con l’esalazione
del suo balsamo di nettare,
dove le mimose invadono
e timidamente i fiori di campo
ai margini del marciapiede
si fanno spazio tra il grigio e la muffa,
profumo di amici, di giacinti, gigli e gelsomini,
profumo viola di innamorati sotto i ramoscelli il glicine,
profumo giallo di primula che parla ai cuori solitari
alle vecchie lune e alla premature stelle,
lì, lei – saluta –, Primavera
con le gote nude e spoglie, non più dai capelli
accarezzate, castana meraviglia
che schiude gli occhi al tramonto
e saluta il sole con un dito,
con il polpastrello di polline diventato cera,
la figlia che racchiude tutti i profumi del padre
e li ridona, ogni sei passi dal melograno,
alla terra madre.
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L'autore
Giorgia Spurio
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Buon stile piaciuta (Francesco Rossi)
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