I giardini di novembre
Giuseppe Mauro Maschiella
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Ci sono lunghi sentieri
fra siepi e cipressi, nascosti nei cuori.
Sto percorrendo la strada che
frequenta la mia melanconia,
che porta al soggiorno dei morti
ed alla nostalgia dei miei,
sempre presenti nei ricordi.
Va al mio fianco la gente lenta,
assorta, poche voci vanno nell’aria,
dolci e tristi, bisbigliate, è
il giorno della memoria.
Tornano i volti dei miei cari,
quelli di conoscenti ed amici,
tornano le loro voci, i loro pensieri,
le sofferenze e gioie,
le illusioni ed i sorrisi.
Nei giardini di novembre,
la gente prega per
chi è andato per sempre,
dipinge con fiori
di mille colori
quasi tutte le tombe.
Miseri fiori sulle
tombe dei poveri,
mentre giardini
di fiori costosi circondano
tombe maestose
fino ad alzarsi
sopra la croce.
La morte sembra abbellita,
vicino alle tombe dei
dimenticati, senza un fiore,
là dove la pietà è già finita.
Una preghiera sembra scacciare
dai volti la paura della morte,
con la fede, una corda
a cui rimane appesa l’anima
che al cielo ascende,
ma la verità è un segreto
che porta con sé il morente.
Mi guardo intorno,
qualcosa è cambiato,
il cimitero si è allargato.
Le croci bianche
non sono mai stanche,
ogni anno aumentano
e tendono le braccia
al cielo lontano.
Anche qui nel cimitero
non cambia la vanità umana,
essa scavalca la cenere,
la polvere ed ogni barriera,
proiettando titoli e meriti
anche nelle epigrafi,
oltre l’ultima irrisoria frontiera.
Grandi monumenti
anche nei cimiteri,
dedicati solo agli eroi,
eppure le guerre fanno
morire tanti bambini innocenti
ma a loro, non sono
dedicati monumenti.
Va il mio pensiero, scavalca
i muri di tutti i cimiteri,
vola nel vento, sopra i deserti,
sulle pianure, sulle montagne,
va per i sentieri dimenticati
dell’umana storia,
trova solo scheletri senza memoria.
Vola su Auschwitz ed Hiroshima,
nel tormento
del fumo di carne bruciata
che sale lento.
Qualcosa in me ad
ogni istante muore,
miliardi di esseri umani senza
una tomba, senza un nome.
Scende una lacrima e
i dolori lontani
tornano vicini,
nel mese dei morti,
nei suoi strani giardini.
Inaspettata arriva una donna
incinta e subito esco perché
in lei vedo illusioni svanite.
Il contrasto tra un ventre
pieno di vita e quelle tombe
improvvisamente sbiadite,
tra una falsa promessa
e la fine di ogni promessa.
Sorella morte, abbracciami forte
e spargi le mie ceneri al vento.
Il mio cuore è spezzato
voglio tornare là dove sono nato.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella
Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Bellissima (Antonella Garzonio)
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