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Riflessioni 13 marzo 2019 · lettura 3 min · 1125 letture

I giardini di novembre

Giuseppe Mauro Maschiella 744 poesie pubblicate
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Ci sono lunghi sentieri fra siepi e cipressi, nascosti nei cuori. Sto percorrendo la strada che frequenta la mia melanconia, che porta al soggiorno dei morti ed alla nostalgia dei miei, sempre presenti nei ricordi. Va al mio fianco la gente lenta, assorta, poche voci vanno nell’aria, dolci e tristi, bisbigliate, è il giorno della memoria. Tornano i volti dei miei cari, quelli di conoscenti ed amici, tornano le loro voci, i loro pensieri, le sofferenze e gioie, le illusioni ed i sorrisi. Nei giardini di novembre, la gente prega per chi è andato per sempre, dipinge con fiori di mille colori quasi tutte le tombe. Miseri fiori sulle tombe dei poveri, mentre giardini di fiori costosi circondano tombe maestose fino ad alzarsi sopra la croce. La morte sembra abbellita, vicino alle tombe dei dimenticati, senza un fiore, là dove la pietà è già finita. Una preghiera sembra scacciare dai volti la paura della morte, con la fede, una corda a cui rimane appesa l’anima che al cielo ascende, ma la verità è un segreto che porta con sé il morente. Mi guardo intorno, qualcosa è cambiato, il cimitero si è allargato. Le croci bianche non sono mai stanche, ogni anno aumentano e tendono le braccia al cielo lontano. Anche qui nel cimitero non cambia la vanità umana, essa scavalca la cenere, la polvere ed ogni barriera, proiettando titoli e meriti anche nelle epigrafi, oltre l’ultima irrisoria frontiera. Grandi monumenti anche nei cimiteri, dedicati solo agli eroi, eppure le guerre fanno morire tanti bambini innocenti ma a loro, non sono dedicati monumenti. Va il mio pensiero, scavalca i muri di tutti i cimiteri, vola nel vento, sopra i deserti, sulle pianure, sulle montagne, va per i sentieri dimenticati dell’umana storia, trova solo scheletri senza memoria. Vola su Auschwitz ed Hiroshima, nel tormento del fumo di carne bruciata che sale lento. Qualcosa in me ad ogni istante muore, miliardi di esseri umani senza una tomba, senza un nome. Scende una lacrima e i dolori lontani tornano vicini, nel mese dei morti, nei suoi strani giardini. Inaspettata arriva una donna incinta e subito esco perché in lei vedo illusioni svanite. Il contrasto tra un ventre pieno di vita e quelle tombe improvvisamente sbiadite, tra una falsa promessa e la fine di ogni promessa. Sorella morte, abbracciami forte e spargi le mie ceneri al vento. Il mio cuore è spezzato voglio tornare là dove sono nato.
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Nella vicinanza della ricorrenza dei morti, ripropongo questa poesia sui cimiteri. Il cimitero è un osservatorio previlegiato della
vanità e della disuguaglianza umana, che i vivi
prolungano superando la parità della morte. E’ una città in miniatura dove ci sono i quartieri dei ricchi con le loro sfarzose ville ed i quartieri dei poveri con le loro favelas.
Ma la morte non ama i cimiteri, preferisce i vivi. (mia citazione)
Lirica lunga ma molto profonda.25 ottobre 2019
L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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Bellissima (Antonella Garzonio)

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