Il mio Primo Natale
Fu l'uscio spalancato al palazzo
la tovaglia perennemente imbandita
tombola e agrumi ben in vista
fu quell'odor di festa
la nostra infarinata sul presepe
le tue candele all'alberello
il suo intessere la stalla
Son le risate di sei fratelli
che perpetuano i sorrisi.
Fu quella inconsiderata mano tesa
che aiutava mie lacrime ragazze
a riprendere la roccia di fine estate
od io statua della libertà nel corridoio d'ospedale
ad allietar pazienti il giorno di carnevale
o la seguente messa nell'androne
amiche e chitarre in mano
per la Mamma e la sua festa
fu il coro dei malati che lambiva il cielo.
Fu in botteghe anzitempo chiuse
in una spola d'amicizia
per non ritrovarmi sola,
le stampelle dentro il lutto
dentro il cancro all'ospedale
amicizia in continuum
sfida spazio- temporale
è il sorriso con cui guardano
i miei figli ed io i loro
zii acquisiti o reali.
Tutto il dato e ricevuto
in qualsiasi stagione
che ha cresciuto la Novella
che per primo vien l'Amore
e per il mio cuore d'oggi...
è oggi il mio primo Natale.
©
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Commenti (2)
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Giomiri22 dicembre 2007
Davvero una poesia speciale. Il Natale interpretato come comunione con la vita, con la famiglia, con gli affetti. Ogni giorno, in effetti, può essere Natale. .
Paolo Ursaia22 dicembre 2007
Bella, originale interpretazione... la vita, che dovrebbe essere una serie di... giorni di Natale

