Candide nubi
Riflessioni eretiche di pace
in quest’anima a quadri
dei miei anni che vanno
continuando a passo
di lesti ladri.
E all’oscuro di tutto
non sanno illuminar
di viva e fervida luce
questa vita barbina
a sentir voci spudorate
urlanti di servi e padroni
tal quali illusioni di padri.
Giurammo perdono
laico e profano
chiedemmo a che ora
dovevamo partire
prendere le ultime cose
che restavano lì spoglie
in sospeso sul tavolo
in quell’armadio di noce.
Una madre mai amata
forte con rabbia feroce
rivolgeva parole dogliose
a far male tanto
tanto che mai l’avrei pensato
fosse l’altra parte
quella sconosciuta al mio amore.
Figlio del sogno infantile
che il tempo arcano rimuove
dal largo raggio luminoso
di un invidioso cortile.
Non nutro più speranze
umiliate e disfatte
son tante le distorte
e lucrose bugie dei mostri
che han facce di nubi così
candide da qui.
©
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