Alla mia città
che bea ti g'eri
nelle notti affamate
tra nebbie
rumori ovattati
che bea ti geri
in ponta dea dogana
dove che nissuni
desso più riva
che bea ti g'eri
co fasevo l'amor
col toso più beo
del mondo.
che bea ti g'eri
e mi regina
te attraversavo
sulle ali.
Te cammino ancora
Venessia mia
grata par sempre.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!