Umili pensier
Non gli serve
il tuo fiasco di vino buono
il tuo aiuto nelle spese
quotidiane, le bombole di gas
i giornali che devi buttare
le giornate nelle chiese.
Non gli serve
il regalo alle sue bimbe
il soldo nel salvadanaio
il caffè allo stesso orario
tutti i giorni di pomeriggio
quell’affano di corse
sulle scale, tutte cose false
come quei quadri alle pareti
di una stanza fredda di epiteti.
Serviva il tuo buonsenso
indubbio e lindo
una parola dolce di madre
o una mano stretta stretta
di padre, ma le preghiere
sono letture statiche
nel tempo sulle labbra
non hanno un seguito
oltre all’ora di domenica.
All’indomani già sei
l’altra persona infedele
e mai sazia di offendere
la sacralità discreta, cortese
di un’anima gentile,
affabile e sottile
delicata saggezza del sole.
Vita a bel vedere che non vuole
la maligna signora annientar
ma soltanto darle del suo
per farle capire
un reciproco calore
di umili pensier.
©
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Ho letto la poesia. Complimenti. (Francesco Rossi)
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