E dilato le fessure del cuore oltre la soglia del tedio
Salvatore Pintus
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Rivedi le tue voglie
i minuetti
come pietre d’inciampo
i torpori
le fisse,
d’un fragile Über- Ich:
protendi i tuoi pensieri
fino alle anse dei miei
e asseconda
la risacca e gli indugi
d’un mare intorbidito
e i picchi di livore
gli accidiosi meriggi
e i freni inibitori
di falena di mondo.
Porgimi quel sorriso
di melograno e gli occhi
di curaçao e menta:
altro è la vita
per soffocarne il senso
tra i rovi e il talamo.
©
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L'autore
Salvatore Pintus
Sono nato a Sassari. Mi piace scrivere, leggere, e mi piace sperimentare generi di poesia. Non è da molto che lo faccio, e vorrei proseguire, in totale armonia col microcosmo di scrivere. Sogno di scrivere, tra qualche mese, delle poesie nella mia lingua d’origine, il sardo. Tuttavia non mi sento ancora pronto.
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