Un sovrano diseredato
Sentimento rabbioso
l’anima arroventa
in un fuoco di fiamme
di lacrime improvvise
di facce irrise
con grandi stemmi
valorose sulle divise.
Armi spudorate
sul lastrico del mondo
laggiù dove non c’è
e comunque non vedo
altro che odio di corrotti
abominevoli servi
di un Dio minore
che è ostile e vago verso
tutte le rughe d’amore.
E’ un sovrano diseredato
ultimo drappello di un vestito
come la sua bandiera rossa
a sventolare sulla cima
del palazzo a imbuto
gotico, barocco d’altr’epoca
severa a giudicare.
La forza bruta di un gentiluomo
arido al suffisso di poco tempo
è il germoglio di un viaggiatore
che sempre voleva ritornare
al rogo fumoso di nitrite
accecante nuvola di fumo.
Sparso negli occhi giganti
delle innate speranze a vele
sulla massiccia barca di un pensiero
d’autunno saggio seduto
sullo sgabello di legno
a guardar la pioggia
fuori dalla finestra.
©
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