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Ribellione 29 marzo 2019 · lettura 3 min · 1350 letture

Idomeni

Giuseppe Mauro Maschiella 744 poesie pubblicate
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Addio paese natio! Quel che restava nel mio paese ancora c’è, quel che restava graffiava la morte, ci affidammo alla sorte. Ce ne andammo via io e i miei genitori, attraverso il mare tra Grecia e Turchia. L’addio fu naufragare, diventò profondità da scalare per i miei genitori in fondo al mare, l’addio fu rimanere a dodici anni sola col mio dolore. I disperati che si erano salvati di me si presero cura e nel convulso della paura, con loro mi misi in cammino verso il mutare del mio destino. Che piangi mio cuore? Domani solo il rumore sarà, dei miei passi lontano. Attraverso l’Ellade insieme viaggiammo un mese sulle ali della speranza, che contro i reticolati di Idomeni si è infranta. Idomeni! Reticolati e cani, militari schierati, contro migliaia di rifugiati, senza pietà per gli esseri umani senza pietà per i bambini. Passammo un lungo inverno in una tendopoli di fortuna, sempre in attesa della riapertura della frontiera. Il cibo era scarso, vestiti di stracci, sempre bagnati quando pioveva, immersi nel pianto, immersi nel fango mentre si alzava sul cielo stanco ghiacciato il vento. Quel fango, in fondo carezzava il nostro sogno, ci proiettava oltre frontiera, infangata era la razzista Europa che alzò, col ghiaccio nel cuore e senza vergogna, l’immonda barriera! Ad ogni rivolta, manganelli di militari, inseguimenti di cani, volti rigati di lacrime, pianti di bambini. Non è giusto! Per chi ha lasciato alle spalle la guerra e i propri morti, per chi accarezza i propri bimbi con un sogno di felicità e di dolcezza. E per chi lotta per una libertà costosa e si trova davanti un muro, non è più vivere tanto abuso. Ci hanno trasferiti da Idomeni in campi di accoglienza che sembrano prigioni, lì attendiamo i nostri destini. Sono confusa, addolorata, dentro di me sono una bambina invecchiata. Non rivoglio la mia fanciullezza, io sono ciò che se n’è andato, ciò che è partito e che più non è tornato, quel che nacque per non essere e per un attimo è stato. Il cielo è così lontano e la disumana terra così vicina, che sognare il futuro non vale la pena. Solo l’amore mi poteva salvare, mi getterò nel fondo di quel mare e dalla mia mamma mi farò accarezzare. Addio amato paese natio! Lontana dal mio paese, lontana la Siria da me. La distanza è dolore, io conosco il dolore.
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Scritta per ricordare la ripugnante chiusura della frontiera tra Grecia e Macedonia con reticolati e militari macedoni armati, per non far passare i migranti verso l’Europa. Dodicimila migranti siriani rimasero intrappolati per 5 mesi in pieno inverno in una tendopoli di fortuna, nei pressi di un piccolo villaggio di frontiera chiamato Idomeni.

L'autore
Giuseppe Mauro Maschiella

Ho iniziato nel 2014 e continuo il mio hobby di scrivere poesie. Generalmente la poesia di grandi poeti esalta la bellezza nelle sue varie forme: della donna, della natura, della creazione, ecc… esaltando cosi le illusioni. Il mio modo di fare poesia è diverso: anche io a volte esalto la bellezza, ma in quasi tutte le

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, saluti e like! (Marinella Fois)

bellissima poesia (vinfra47)

poesia intensa e commovente... un caro saluto (Giacomo Scimonelli)

Commenti (3)

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Danilo Tropeano29 marzo 2019

Una via crucis del nostro secolo ove si percepisce uno smarrimento in un punto di non ritorno globale per la sopravvivenza dell’essere, dei suoi valori fondanti e del senso più profondo della vita. Versi meravigliosi che flagellano il cuore del lettore per una bambina che è nostra figlia ed a cui non siamo stati e non siamo adesso capaci di dar protezione ad un Angelo degno di luce e Amore. Quello di cui non siamo degni noi. Ma il tempo è all’imbrunire e dalla resa dei conti divini nessuno potrà sfuggire.

Marinella Fois30 marzo 2019

Versi che toccano il cuore e fanno riflettere... Plauso Poeta, il tema trattato, ancor oggi fa tremare!

Giacomo Scimonelli31 marzo 2019

Inevitabile non commuoversi davanti questi versi... pensieri scritti con il cuore e con la solita sensibilità dell’autore... Autore capace di immedesimarsi nel dolore di chi soffre... pensieri che toccano il cuore e per l’ennesima volta toccano uno dei tanti temi delicati che caratterizza la vita in questo delicatissimo periodo storico... inumano e vergognoso porre barriere... il mondo è di tutti ma purtroppo il problema è legato al dio denaro... nessuno vuole rimediare alle guerre... in primis non converrebbe a coloro che vendono armi... Poesia da leggere e rileggere... intensa