Il sarto di via Po
Franca Donà astrofelia
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Qualcuno lo ricorda Costantino
forse senza saperne il nome
ma era per tutti il sarto
quello di via Po nella Torino vecchia
dei primi tram e le ultime carrozze
lo struscio delle dame accompagnate
all’ombra elegante del Barocco.
Aveva lì il negozio
una vetrina appena da sbirciarci dentro
la targa con la scritta lucida d’ottone
i passi svelti sul tappeto antico
e il tempo che sembrava fermo
nella musica del filo, un canto
di stoffe dispiegate come ali in aria.
Restavano impettiti dentro il bozzolo
di un abito nascente, i tratti bianchi
del gessetto a dare un verso al senso
“la manica più su, mi raccomando”
e via così di forbice, un gioco d’ago
lo specchio a figura intera soddisfatto
“se non arrivano le bombe questa notte
domani lo consegno vi assicuro”.
Ma è troppo forte il tuono, il lampo,
la notte veste solo la divisa della guerra
e in quell’attesa i manichini nudi
restano a sperare in un ritorno
ma Costantino ormai è già lontano.
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Franca Donà astrofelia
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bella composizione franca il mio saluto (Francesco Rossi)
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