Nell’altrove di mio padre
Silvia De Angelis
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Profetizza la fragilità dello sguardo
lo sbriciolarsi d’un’ infatuata presenza
nei miei passi.
Sempre più dense le cadenze del giorno
si nutrono di spicchi di luce residua
ove consone essenze volatili
assumono la delicatezza d’un petalo
nello sfiorarsi tremulo di mani d’amore.
Insistente arranca la tenebra
lo sfinire d’un incanto
nell’emblema d’un soliloquio ultimo
lo rivivo con fremito sanguigno
nel gemito caduco osato dalla tua emozione
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Silvia De Angelis
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