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Sociale 16 aprile 2019 · lettura 2 min · 1122 letture

Silencio cobarde

Franca Merighi 500 poesie pubblicate
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Se están muriendo de hambre, enfermos sin poderse curar, ancianos sufriendo penurias y raquíticos los niños van pidiendo comida en la calle mendigando un pedazo de pan Todo quedo como antes nada se ha movido más se han vendido por dos reales los que deberían luchar, y un silencio cobarde les roba la dignidad. ¿Adónde van a parar los que sobrevivirán? sin nadie que los ayude abandonados están... El desasosiego los mata uno a uno sin piedad y los que mandan se quedan gordos y satisfechos como puercos en un corral Pobre país de mi alma ¡en cuáles manos estás! TRADUZIONE: SILENZIO CODARDO Stanno morendo di fame, ammalati senza potersi curare anziani soffrendo le pene e i bimbi rachitici vanno chiedendo per la strada un pezzo di pane da mangiare Tutto è rimasto come prima, niente si è mosso più si sono venduti per due soldi quelli che dovrebbero lottare, e un silenzio codardo ruba loro la dignità. Dove andranno a finire quelli che sopravviveranno? Senza che nessuno li aiuti abbandonati rimarranno... Lo sconforto li ammazza uno ad uno senza pietà e quelli che comandano sono grassi e soddisfatti come porci nello sterco. Povero paese dell’anima, In quali mani sei rimasto?
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L'autore
Franca Merighi

Sono nata a Milano, per caso, perché i miei genitori e tutta la mia famiglia sono di Bondeno (Ferrara). Avevo solo 5 anni, quando emigrammo tutti in America, nel bellissimo e prospero Venezuela, che ora purtroppo non è nemmeno l’ombra di quel paese meraviglioso che ci ha accolto con amore, dove sono cresciuta, dove ho

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Bella e commovente. Mi tocca profondamente. (Sara Acireale)

Commenti (1)

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Sara Acireale16 aprile 2019

Leggendo i versi un grande dolore ho sentito dentro il mio cuore perché il paese più bello del mondo si è trasformato in un inferno. Un silenzio codardo aleggia nell’aria e una grande indifferenza si manifesta per quei bambini rachitici che stanno morendo di fame e chiedono un pezzo di pane, per quegli anziani che non si possono curare. Sembra un incubo... ma non finisce mai.