Abbandono
Daniela Dessì
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Non ha età il mio tempo remoto,
nell’adagio di calme stagioni,
dorme come un vecchio poggiato all’albero dei ricordi,
sempre lì,
che rammenta alle sue foglie la breve esistenza,
nel cadere appassito di un momento.
Il suo tronco resiste possente,
incurvandosi pian piano,
ma non cede, in parte ferito
da schegge sul legno,
come rughe che ne segnano le vicissitudini amare,
folate di vento che lo attraversano.
Eppur resta fermo,
eretto verso il cielo che compatisce l’immobile destino,
quando i rami rinsecchiti,
si piegano alla terra che accoglie
le braccia stanche di una vita morente.
Così ci ergiamo in uno slancio immortale,
credendoci forti,
finché non ci abbandoniamo stanchi
al soffio di foglie che si stendono sotto i nostri piedi.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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