Beneventum
Giovanni Perri
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Mi fermo sotto l’arco romano
e vicino c’è un pub con dei ragazzi
che bevono birre tedesche e dietro ancora
una famiglia che mi chiede
di scattare una foto.
Avrei bisogno di rendere loro un’allegria
di gesti sorpresi in battaglia,
una qualsiasi leggerezza di corpi
venuti dal marmo per dire
qui cade il nervo della felicità,
ma ad aprile si cantano i morti
e riconosco il fiore e la spada
nel loro amore tutto latino e longobardo
così mi fermo per anni a guardarli
sotto la volta di lacunari e trincee
e resto dietro l’immagine
come se fossi l’eco delle loro risate
io il lessico che li tiene stretti
al pane e alla croce.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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