Infranto
Stefano Acierno
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E può accadere
e accade
che il tempo si spacchi,
il cielo s’incrini,
ricada in frantumi
nel buio
e il tuo spazio si stringa
boccheggiando a tentoni
aggrappato a qualcuno
per finire sul tavolo.
Mani estranee,
decise,
insistite e metodiche,
raggruppate su te
mentre si appanna il mondo
e rantoli
fra i tuoi pezzi
la tua storia.
Dall’assurdo il risveglio.
Un richiamo lontano
nel limbo
tra fantasmi vaganti,
chiacchiericcio confuso,
cicaleggio crescente
e poi calorosa celia
a rintracciarvi il destino.
E la vita e l’afflato
s’insinuano lenti
da un presente remoto
fin nel tuo straniamento
col mestiere,
ch’è un canto,
d’infermiere che appaiono fate
e così ancora mani,
accurate ed esperte,
su te
per ritrovarlo il cielo.
©
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Stefano Acierno
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