Ingabbiato ho il respiro
Paride Giangiacomi
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Ingabbiato ho il respiro;
non balzo più libero
a gareggiare con i monti,
di là dal Murello.
Gli spiriti buoni
che dimorano al verde tranquillo
del Viale dei Tigli,
bisbigliano alla notte,
sbattendo incautamente
sul ferro senz’anima
di alcuna memoria.
Come un ergastolano,
ora il sole basso al tramonto,
disegna nere cicatrici
sui fianchi dolci e possenti
del mattone arrossato,
come alle promesse d’amore
di giovani amanti
o agli sguardi silenziosi di anziani ancor fanciulli,
che per poco o per anni
-ma quanto tempo è trascorso?-
hai accolto, celando a mo’ di spugna i loro segreti.
La memoria appassisce,
così come il disappunto, la costernazione;
il salotto buono è privato della sua funzione:
chi di miopia ferisce, di sovrintendenza perisce!
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Paride Giangiacomi
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
letta e riletta, lirica impegnativa sul sociale... (emiliapoesie39)
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