La vita degli animali va rispettata
Le sette di mattina, una ragazza
in tuta sta correndo sul sentiero,
d’un tratto vede un cane sofferente
che se ne sta avvilito, prigioniero!
(L’avevano legato ad una pianta,
in mezzo al bosco, fuori dal paese,
la corda troppo corta intorno al collo
non permetteva logiche difese).
La giovane commossa s’avvicina,
fa cenno di volerlo liberare,
però la bestia demoralizzata
non può fidarsi, cerca d’azzannare
la povera ragazza impaurita
che si ritrae in piena eccitazione,
si toglie lo zainetto dalla schiena
e presa al volo la sua colazione
la porge al cane che se la divora
e poi la guarda in modo assai pentito
per la mancanza di fiducia posta
nei suoi riguardi ed ora più contrito
la fissa con le lacrime negli occhi.
La giovane guardando l’animale
comprende ch’è da tempo amareggiato
per quella posizione surreale,
comincia a ponderare sul da farsi,
ricorda che nel proprio zainetto
c’è pure la limetta per le unghie,
la prende e con incedere perfetto
inizia a sgretolar la cordicella,
il cane la guardava sbigottito,
provava un senso di riconoscenza
e quando poco dopo ebbe finito,
godendo un incantevole sollievo,
scodinzolò vicino alla ragazza,
passando e strusciando tra le gambe,
sembrava in preda ad una gioia pazza!
Sentiva d’esser libero e felice.
La giovane frattanto più serena
riprese la sua corsa sul sentiero,
il cane la seguì con grande lena.
Appena giunta a casa fece entrare
il cane nel capanno del giardino,
gli diede una gran ciotola di latte
e poi si chiuse dentro al suo stanzino.
La sera gli portò dei bocconcini,
con l’acqua predisposta in un secchiello,
il cane la guardava remissivo,
viveva dentro un mondo assai più bello,
pensava a quei padroni precedenti
che l’avevan legato intorno a un palo
per lasciarlo morir di crepacuore ...
gli avevan preparato un bel regalo!
La sera a mezzanotte fece un balzo
saltando la minuta recinzione,
...annusando col fiuto si diresse
...in una non lontana abitazione
laddove vi abitavano i padroni
che l’avevan lasciato in mezzo al bosco
legato ad una corda molto corta
e son fuggiti in modo alquanto losco!
Le luci delle stanze erano spente,
incominciò furioso ad abbaiare
finché qualcuno si svegliò nervoso,
lo vide e irato cominciò a gridare ...
Il cane fuggì via, tornando a casa
dov’era la ragazza, ... ma la storia
durò per oltre un mese ed ogni notte
andava ad abbaiare, a far baldoria
per dimostrare a quella gente immonda
che lui voleva solo un po’ d‘affetto,
ma, soprattutto, fargli ben capire
che pure un cane ... merita rispetto!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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