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Donne 31 maggio 2019 · lettura 2 min · 2058 letture

Acido

Salvo Scamporrino 862 poesie pubblicate
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A cosa serve la primavera, il profumo dei fiori a sera quando il tramonto s’avvera, a che serve la dolce fragranza, dei vellutai petali la danza quando un refolo avanza, non certo a consolare il pianto dei tuoi tristi occhi, tanto nessuno ascolterà il canto dell’immenso tuo dolore, allor che sul viso il bruciore intenso scioglieva l’ardore. Rimanesti per terra a soffrire, a urlare, a sentirti morire, poi il buio, silenzio, dormire, svenuta sull’asfalto nero andò via ogni tuo pensiero e sognasti un bianco veliero sull’azzurro mare d’agosto, tu fanciulla che, di nascosto, stringevi l’amore corrisposto che ti donava tutto se stesso senza violenza, senza eccesso: solo carezze e non possesso. La tua forza e il tuo coraggio questo sole d’un grigio maggio faranno rinascere in un raggio che scalderà ogni triste cuore che, nel nome del falso amore, lo annienta con il suo furore, le tue parole e la tua presenza daranno conforto e speranza nella lotta contro l’ignoranza, a te rimarrà il segno sul viso, le labbra appese ad un sorriso, il tuo carattere forte e deciso.
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L'autore
Salvo Scamporrino

Nato in terra di Sicilia nel 1960, scrivo solo per passione e per comunicare ciò che sento o percepisco. Ogni idea o sentimento che viene esternato in qualsiasi forma va sempre accettato per quello che è. Criticare e giudicare è soltanto un punto di vista. Con questo spirito bisogna leggere e SCRIVERE.

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