Il treno

Parto leggera
bagaglio a mano,
abito a fiori
di stoffa sottile.
In tasca il biglietto per il lungo viaggio,
e un pugno di sogni che non pesano niente:
spiagge assolate, montagne incantate.
Su, in fretta, veloce sul treno che parte.
Gente che scende
gente che sale,
chi simula un bacio
chi sbatte una porta.
C’è chi mi guarda,
c’è chi mi ignora.
chi appoggia un fagotto che mi preme sul fianco.
Un sorriso che fugge
su una canzone appena accennata.
Mi vedo un po’ stanca
riflessa nel vetro appannato dai fiati mischiati.
ma stringo nel pugno quei sogni leggeri:
spiagge assolate
montagne incantate.
Non son previste altre fermate.
prima di scendere
aspetto le fate.
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