Perla Madre
Ventola raffaele
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Si sentono ancora le grida dei gabbiani
sui vecchi bastioni
quando la chiglia di una barca
rompe il silenzio delle onde
e sporca l’aria di sale e canti d’oltreoceano.
Si paga in emozione
ammirare l’altare del mare
mentre gli occhi si stravolgono d’immenso
e i giorni si piegano come origami
sotto il peso del tuo cielo di carta.
Perla madre
prigioniera di un incantesimo eterno
incastonata tra la paura perpetua e i profumi di incenso.
Ho nascosto il mio tempo sincero
sopra il bordo di questa battigia
e nei dedali di vicoli sperduti
dove si rincorrono ancora i miei ricordi
in un groviglio di voci assordanti
e una ninnananna di braccia antiche.
C’è un vento di libeccio che urla il suo dolore
intona un canto di conchiglie
lasciando tra i capelli una voce
e fra le mani... un vuoto di preghiere e pianto.
©
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L'autore
Ventola raffaele
Mi diletto a scrivere da sempre , ma solo ultimamente mi é venuta la voglia di esternare le mie emozioni e condividerle .....con voi. Ringrazio la gentile redazione tutti gli autori del sito e tutte le persone che mi leggono!!
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