Tardo grafo e controtempi
Che cos’è questo "eccomi": un tardo
grafo già fermo sui muri - ci pensi, lo stupore -
l’approssimarsi di " da ora qui e casomai ovunque"?
Non fossero i controtempi, t’accrescerei d’Infinito
nei crepuscoli ancora da dire occhi di rondini, voli di nuvole.
Ah, "mon coeur mis à nu"
che d’antico verde mai più: d’altro
sai come delle locuste in Barbagia, l’affanno?
E il giorno finisce, declina
l’immaginarmi un "eccomi", attimo sospeso
fra un te che non saprò e malinconie di rose.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Sentore estivo di ferula barbaricina. (Salvatore Pintus)
Splendida... (Rita Stanzione)
che bella (paolo corinto tiberio)
Bellissima, complimenti (Giuseppe Mauro Maschiella)
un senso di nostalgia che guarda oltre... (Amara)
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!