Il dramma umano di una donna di colore
Mi trovo sulla barca in mezzo al mare
insieme a una trentina di migranti
col sogno d’arrivare ... in Italia,
siam tutti stanchi, veramente affranti.
La notte è lunga e guardiamo il cielo
che non ci mostra i segni del mattino,
la barca si trascina tra le onde
seguendo la speranza del destino.
I giovani, coi piedi dentro l’acqua
seduti sulle sponde del natante
s’impegnano a sospingerla col cuore,
ma sanno che il traguardo è assai distante.
C’è solamente il buio tutto intorno,
il mare è calmo, il silenzio è strano,
s’avverte come un senso di paura,
un viaggio di speranza disumano.
All’improvviso appare all’orizzonte
la sagoma di una imbarcazione,
i giovani si mettono a gridare
cercando d’attirare l’attenzione ...
facendo dei segnali coi vestiti
al fine di potersi far notare,
per via del buio e della lontananza
nessuno ci ha potuto ... avvistare!
La delusione va inghiottita in fretta!
Il cielo intanto stava per schiarire,
la barca scivolava lentamente,
i bimbi seguitavano a dormire ...
lorquando apparve un’altra imbarcazione
battente una bandiera tricolore,
appena ci hanno visti prontamente
si sono avvicinati con vigore
e c’hanno tratti tutti quanti in salvo,
però una volta giunti a Lampedusa
non hanno avuto l’ordine di attracco,
in questa situazione assai confusa
ci siam guardati in faccia spaventati,
perché non sapevamo se il destino
c’avrebbe reso un filo di speranza
in questo miserabile cammino!
Purtroppo siamo stati sulla nave
per circa dieci giorni ad aspettare
le decisioni dell’Europa intera
d’un piano stabilito per sbarcare.
L’umanità risiede in fondo al mare?
In gruppi siamo stati suddivisi,
con le famiglie unite nella scelta
e trasferiti in luoghi già decisi!
Tra lacrime ed abbracci di speranza
ci siamo salutati ben sapendo
che poi non ci saremmo più rivisti,
per un destino gelido, tremendo!
In nove qui e gli altri venticinque
smistati nell’Europa, in quei Paesi
che si sono prestati ad accettare
quei tanti disperati ed indifesi!
Mi trovo dentro un campo d’accoglienza
insieme ad altri centotre migranti
di varie razze, ma i residenti
ci giudicano solo tracotanti!
Sognavo veramente di scoprire
un mondo nuovo fatto di persone
civili, buone, belle ed educate
...per aiutarmi nell’integrazione!
Invece sto notando che la gente
ci reputa degli ospiti sgraditi,
speriamo che col tempo i sentimenti
diventino un po’ meno ... risentiti!
Adesso non so più quale destino
potrà accader nel resto della vita,
per me migrante non c’è mai futuro,
la mia esistenza ... è tutta una ferita!
©
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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