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Famiglia 28 giugno 2019 · lettura 3 min · 992 letture

Monologo di un padre sconcertato

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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“Si porta il cellulare al gabinetto, a pranzo lo depone accanto al piatto, la sera se lo porta pure a letto e poi lo vedo sempre più distratto! In macchina sta sempre a digitare per fare dei messaggi a qualche amica, a scuola lo dovrebbe consegnare ... farà di certo ... una gran fatica! E poi mi sento dir che i genitori in casa non conversano coi figli facendo risaltare i dissapori, ma come faccio a dargli dei consigli se tutto il giorno sta col cellulare in mano controllandone i messaggi ed è subito pronto a dialogare coi suoi amici ... pien di tatuaggi! Ai tempi miei mi prendevo tanti di quei ceffoni sol se rispondevo con toni irriverenti ed arroganti ..., sapesse quante volte mi struggevo! I tempi son cambiati questo è vero, un figlio mi potrebbe denunciare se alzo le mie mani o sono severo, ma come si può fare per parlare col figlio in modo libero e sereno se lui in casa ha sempre il cellulare acceso ed a volte senza freno sta alla play- station rigido a giocare? Il tempo è sempre poco per parlare, ma quando c’è la minima occasione ..., e poi mi sento pure criticare ..., perché non so impartir l’educazione! Ma devo sempre mettergli le mani addosso per costringerlo a sentirmi ...? Però mi sembran modi un po’ malsani se mi denuncia poi potrei pentirmi! Insomma, ma che cosa devo fare? L’ho già rimproverato varie volte, ma resta sempre lì col cellulare in mano e l’attenzioni più raccolte! Purtroppo è figlio unico, per questo risulta coccolato e assai viziato ed è un motivo valido al contesto, però a scuola è sempre risultato promosso a pieni voti, non mi sento d’alzar la voce in tono autoritario e starlo a denigrare ogni momento, per lui il cellulare è necessario! I mezzi tecnologici moderni han preso il sopravvento dentro casa, ai tempi miei c’erano i quaderni, la scrivania era sempre invasa di libri, col latino e geografia i compiti facevano impazzire e li facevo con antipatia a testa bassa sino all’imbrunire! Che differenza con i nostri figli avvantaggiati in ogni circostanza non cercan mai il padre pei consigli, si chiudono da soli nella stanza ... e fanno tutto quello che gli pare con le apparecchiature più moderne e con il mano sempre il cellulare per non sentir le critiche paterne! Mio figlio è un tipo alquanto introverso e non è mai prodigo di affetto, il nostro è un rapporto controverso, ma non mi ha mai mancato di rispetto! Coi figli serve massima pazienza, perché la loro crescita sia sana, con i problemi dell’adolescenza è necessaria ... la pazienza umana! ”
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Oggi giorno non si sa più come educare i figli, ogni metodo risulta sbagliato, sia per l’autonomia che hanno acquisito e sia per le varie tecnologie che li tengono impegnati dalla mattina alla sera. Una volta c’era più dialogo, i genitori andavano al prato a giocare a pallone col figlio, oggi i ragazzi hanno un mondo tutto loro, hanno i loro tempi e i loro giochi, le loro comitive, hanno di tutto e di più. Crescono più con l’aiuto dei compagni che col dialogo in casa, dove i genitori il più delle volte sono impegnati col lavoro e altre cose familiari, mentre loro si isolano.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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