Monologo di un padre sconcertato
“Si porta il cellulare al gabinetto,
a pranzo lo depone accanto al piatto,
la sera se lo porta pure a letto
e poi lo vedo sempre più distratto!
In macchina sta sempre a digitare
per fare dei messaggi a qualche amica,
a scuola lo dovrebbe consegnare ...
farà di certo ... una gran fatica!
E poi mi sento dir che i genitori
in casa non conversano coi figli
facendo risaltare i dissapori,
ma come faccio a dargli dei consigli
se tutto il giorno sta col cellulare
in mano controllandone i messaggi
ed è subito pronto a dialogare
coi suoi amici ... pien di tatuaggi!
Ai tempi miei mi prendevo tanti
di quei ceffoni sol se rispondevo
con toni irriverenti ed arroganti ...,
sapesse quante volte mi struggevo!
I tempi son cambiati questo è vero,
un figlio mi potrebbe denunciare
se alzo le mie mani o sono severo,
ma come si può fare per parlare
col figlio in modo libero e sereno
se lui in casa ha sempre il cellulare
acceso ed a volte senza freno
sta alla play- station rigido a giocare?
Il tempo è sempre poco per parlare,
ma quando c’è la minima occasione ...,
e poi mi sento pure criticare ...,
perché non so impartir l’educazione!
Ma devo sempre mettergli le mani
addosso per costringerlo a sentirmi ...?
Però mi sembran modi un po’ malsani
se mi denuncia poi potrei pentirmi!
Insomma, ma che cosa devo fare?
L’ho già rimproverato varie volte,
ma resta sempre lì col cellulare
in mano e l’attenzioni più raccolte!
Purtroppo è figlio unico, per questo
risulta coccolato e assai viziato
ed è un motivo valido al contesto,
però a scuola è sempre risultato
promosso a pieni voti, non mi sento
d’alzar la voce in tono autoritario
e starlo a denigrare ogni momento,
per lui il cellulare è necessario!
I mezzi tecnologici moderni
han preso il sopravvento dentro casa,
ai tempi miei c’erano i quaderni,
la scrivania era sempre invasa
di libri, col latino e geografia
i compiti facevano impazzire
e li facevo con antipatia
a testa bassa sino all’imbrunire!
Che differenza con i nostri figli
avvantaggiati in ogni circostanza
non cercan mai il padre pei consigli,
si chiudono da soli nella stanza ...
e fanno tutto quello che gli pare
con le apparecchiature più moderne
e con il mano sempre il cellulare
per non sentir le critiche paterne!
Mio figlio è un tipo alquanto introverso
e non è mai prodigo di affetto,
il nostro è un rapporto controverso,
ma non mi ha mai mancato di rispetto!
Coi figli serve massima pazienza,
perché la loro crescita sia sana,
con i problemi dell’adolescenza
è necessaria ... la pazienza umana! ”
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
s
Tutte le opere →
L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!