Senza titolo
Giovanni Perri
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A te le mie figure le mie fragilità,
alle tue croci i chiodi della pioggia
e ori e macerie per i tuoi diavoli al culo:
siamo sul tempio sbagliato,
siamo caduti per sbaglio sul tempo
delle isole vuote
ma tu somigli alla pianta che mangia gli insetti
ed io ti guardo dal cuore del mio occhio di legno
così sopravviviamo
come parole che nascono morendo.
©
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L'autore
Giovanni Perri
Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia
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