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Riflessioni 1 luglio 2019 · lettura 1 min · 325 letture

Piccolo uomo

Rasimaco 1768 poesie pubblicate
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Il cibo dell’amicizia non sempre è quello del corpo. L’anima si narra e la casa non è casa e non siamo ospiti in questa vita se non lo siamo anche nei sogni. Il nostro silenzio sarà parola ed avrà voce nel tempo, ed il tempo ascolterà le voci ed i respiri e poi... guarderà le ombre muoversi sui sentieri che all’infinito adducono. Possiamo essere? Possiamo esistere? Possiamo guardare attraverso il vetro che il tempo ci antepone? Quante domande ... piccolo uomo!
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troppe domande per chi antepone i propri interessi (Giacomo Scimonelli)

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Versi riflessivi di elevata ampiezza morale. . (Stefano La Malfa)

Commenti (2)

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Sara Acireale2 luglio 2019

Il cibo dell’amicizia è quello dell’anima, quando manca questo nutrimento l’amicizia è destinata a finire. "Possiamo essere?" "Possiamo esistere?" si chiede il Poeta. Si possiamo porci delle domande anche se siamo piccoli uomini (o piccole donne) ma la coscienza ci farà diventare un po’ più "grandi". Poesia apprezzata.

Rosetta Sacchi2 luglio 2019

Penso che il cibo dell’amicizia non possa mai essere quello del corpo o perlomeno mai da solo. L’anima è esigente nella sua richiesta semplice. L’autore pone innumerevoli interrogativi e volutamente lascia dei dubbi perché riconosce al lettore la sua libertà di interpretazione. La risposta, però, è nel titolo “Piccolo uomo”. Un uomo, che non sa d’essere ospite nella vita e nei sogni, vorrà sempre assoggettare la vita e i sogni alle regole che lui si inventa e cambia per sua comodità, non può apprezzare il valore di un silenzio imperituro, ma neppure il senso del tempo che passa, resterà sempre un piccolo uomo. E quindi, non è, non esiste.