Quando guardo il cielo
Scivolano lacrime,
come unguento emotivo
in un giorno fatto di nulla.
Dove sono andati a finire i sogni?
Restano lontani ricordi,
di primule in primavera
che uniscono memorie di un tempo lontano
Nei meandri dell’anima
lascio gocce di dolore
in silenzio, trovano pace.
Il tempo inesorabile fugge
una folata di vento, la mia giovinezza
che urla rimpianti e nostalgia.
Temo la morte,
ancora di più la malattia.
Affido a te mio cielo,
le mie inquiete lacrime
avvolte da nebbie.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!