Tempesta

Ieri i temporali hanno spazzato violentemente il bosco
ero immobile mentre si piegavano le cime
nello sforzo la loro resistenza, una curva
poi la resa improvvisa, liberatoria al vento
e il vento ebbe pietà di loro e di me che non lottavo
ero immobile e piangevo, come un bimbo abbandonato
ero in balia dell’evento, del divenire del cielo
mentre dentro di me si spezzavano i rami
e cadevano tramortite al suolo le foglie
ma il vento non ebbe pietà di loro,
neppure del mio sogno di bambino
quando entravo nelle pozzanghere
calpestando il cielo, l’ordine stabilito
il margine superiore di un abisso.
Di me stesso.
©
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