A mio padre
Daniela Dessì
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Riportami ai tuoi giorni,
dal sapore di labbra che il cielo mi tende.
Riportami anche un solo attimo
sfuggito all’impronta del tempo.
Arrossisco più del tramonto
che guarda a questo mondo,
timidamente.
Non riconosco le mani grandi che stringono
ogni cuore debole.
Arrossisco,
quando, guardandoti, incontro l’amore sul volto
di un uomo che ha sofferto.
Eri mio padre, dalle forti braccia;
ora raccogli il nero sudore di fatiche
che appesantiscono
l’ aria densa, irrespirabile,
al ricordo della povertà che abitasti.
Padre che di anni ne conta ormai tanti,
seduto all’ombra del cortile vuoto,
attendi il tuo silenzio,
abbracciato al nostalgico pensiero
del focolare colmo di affetto.
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L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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