"D’eterno lago"
Stefano Drakul Canepa
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Questi graffi
non sono che dolore
di pelle inginocchiata
sui bordi del buio
Che chiama nel vuoto
parole incomprese
fra tracce di piacere
pallide sulla fretta
Questi ricordi
avranno vita breve
con le ombre fugate
in lamento d’amore
Muscoli tesi
che non saranno gioia
se non per attimi
dispersi in una notte
D’eterno lago alla luna.
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Stefano Drakul Canepa
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