Ho vinto la mia battaglia
Daniela Dessì
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Sono crollata a un passo da me,
nell’istante proteso alla vita.
Pugnalata di spalle,
non sentii alcun dolore,
solo il fragore di un colpo secco.
Mutilata nel petto,
squarciato,
un taglio percorre la profondità
di una ferita aperta.
La tocco,
la sento aderire alla pelle,
gonfiore che atrofizza ogni mio nervo.
Ancora,
il grido dell’anima spalanca le porte del mio io
legato a un ricordo spaventoso,
che di me si nutre.
Rinasco ogni volta dalla mia stessa carne,
per preservarmi da un atroce timore.
Rinasco ogni giorno
che ho temuto di non esserci,
sopravvissuta al terreo respiro soffocante
che il tempo ha premuto su di me.
Adesso sono una donna combattuta,
con segni lividi, ben visibili,
fiera di poterli contare uno ad uno.
Il marchio di una cicatrice da esibire
è pegno di gloria
sul fronte che separa due linee distinte,
che ho precorso nello stesso momento,
sul punto più fragile dell’esistenza.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Daniela Dessì
Amo la poesia, la profondità del sentimento che ispira, quel tocco magico che vivifica ogni cosa, imprime la vita all’inanimato, nobilita l’effimero inconsistente che si confonde col nulla. Forse si nasce poeta o forse no, pochi lo sono veramente col cuore, hanno la capacità di leggersi dentro e guardare al mondo
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